1. Simona, il tuo percorso si è sviluppato tra design, consulenza di stile, imprenditoria nel retail e oggi il ruolo di esperta di moda in una realtà come QVC. In che modo queste esperienze hanno costruito la sua visione della moda e portato alla nascita di Tra algoritmo e stile?

Lavorare a 360 gradi nel mondo della moda per oltre trent’anni mi ha permesso di conoscere questo settore in maniera approfondita. Ho ricoperto ruoli diversi – da stilista a consulente, da product manager a imprenditrice, fino all’attuale esperienza come esperta di moda per una realtà omnicanale come QVC – e questo percorso mi ha consentito di osservare da vicino non solo l’evoluzione del fashion system, ma anche i profondi cambiamenti sociali e culturali che lo hanno trasformato.
La crisi del retail degli ultimi quindici anni, vissuta anche in prima persona come proprietaria di un negozio, mi ha portato a riflettere su come siano cambiati i consumi e su cosa significhi oggi gestire un’attività commerciale capace di muoversi tra fisico e digitale, in un mercato sempre più vasto, competitivo e ricco di possibilità di acquisto.
Allo stesso tempo, mi sono resa conto che anche i consumatori sono spesso disorientati: l’enorme offerta disponibile rende sempre più difficile orientarsi e l’acquisto rischia di diventare un gesto impersonale, guidato più dagli algoritmi che da scelte realmente consapevoli.
Da queste riflessioni è nato Tra algoritmo e stile: un manuale pensato per aiutare gli operatori del settore a diventare professionisti completi, veri fashion advisor, in grado di affrontare le nuove sfide del mercato tra fisico e digitale. Allo stesso tempo, il libro vuole offrire ai consumatori strumenti concreti per acquistare in modo più consapevole e sostenibile, investendo il proprio denaro nella costruzione di uno stile autentico, unico e personale.

2. Nel libro racconti come l’abbondanza di scelta, soprattutto nel fashion system contemporaneo, possa trasformarsi in confusione e blocco decisionale. Cosa ti ha spinta ad approfondire questo aspetto e quale cambiamento di sguardo proponi al lettore?

L’abbondanza di scelta che oggi genera confusione e blocco decisionale nei consumatori l’ho toccata con mano, prima stando a contatto con i clienti nel mio negozio e oggi anche attraverso il mio lavoro in QVC. Mi rendo conto ogni giorno di quanto le persone abbiano bisogno di consigli, di una guida, di qualcuno che sappia ascoltarle, aiutarle a capire chi sono e, soprattutto, che le veda come persone e non come numeri generati da un algoritmo.
Oggi siamo circondati da assistenti virtuali, ma allo stesso tempo è venuta sempre più a mancare l’umanità, l’empatia e la capacità di dedicare tempo alla persona nella sua unicità.
Nel mio libro propongo un cambio di prospettiva: rimettere la persona al centro dell’esperienza d’acquisto, invitando il lettore a riscoprire anche il valore dei negozi fisici, luoghi in cui sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati, dove l’acquisto torna a essere un’esperienza fatta di relazioni e non solo di transazioni.

3. Tra algoritmo e stile si presenta come una vera e propria guida, nata dall’esperienza diretta, che parla sia a chi acquista sia a chi lavora nel retail, con l’obiettivo di restituire senso e valore all’atto del comprare e al ruolo del negozio fisico. Qual è il cuore di questa doppia destinazione del testo e a chi senti che sia oggi più urgente rivolgersi: al consumatore, che deve ritrovare consapevolezza nelle proprie scelte, o ai professionisti del settore, chiamati a ripensare il proprio ruolo in un mercato profondamente trasformato?

Con questo manuale desidero rivolgermi innanzitutto ai professionisti del settore, invitandoli e aiutandoli, attraverso una serie di consigli pratici, a ripensare il proprio ruolo di imprenditori e negozianti. L’obiettivo è accompagnarli nel diventare dei veri e propri fashion advisor: figure complete, dotate di competenze più specifiche, abilità trasversali e di una visione commerciale orientata al futuro, capace di integrare in modo intelligente e funzionale il mondo fisico e quello digitale, mettendo sempre al centro l’umanità e la relazione con il cliente.
Di conseguenza, il libro si rivolge anche a tutti gli appassionati di moda che desiderano ritrovare la consapevolezza nelle proprie scelte e il piacere di sentirsi visti, ascoltati e accompagnati nella costruzione del proprio stile.
Oggi scegliere di entrare in un negozio della propria città, invece di riempire un carrello online dal divano di casa, significa anche sostenere quel tessuto urbano, sociale e relazionale di cui facciamo parte.
Tra algoritmo e stile è un manuale che celebra il ritorno all’umanità e alla relazione, in cui fisico e digitale non sono in contrapposizione, ma si integrano per avvicinare fashion advisor e clienti. Perché, se è vero che la tecnologia ha cambiato il mercato, è altrettanto vero che solo l’umanità può determinare il valore di un’esperienza.