Progetto editoriale 2017-07-11T10:55:35+00:00

A dieci anni di distanza dall’inizio
della nostra attività editoriale,  la parola che più di ogni altra rappresenta
la casa editrice è  IMMAGINAZIONE.

L’immaginazione porta con se il rinnovamento, la capacità di ripensare se stessi ed il mondo che ci circonda, la capacità di inventare storie che poi ognuno di noi deve avere la forza di realizzare.

La casa Editrice  intende seguire autori che abbiano le capacità e la voglia di proporre e proporsi come pensiero nuovo. Il nostro obiettivo è quello di voler diventare un riferimento forte, credibile ed autorevole di un nuovo modo di pensare il nuovo e di ripensare ciò che c’è in modo innovativo.

Questo percorso vogliamo farlo utilizzando le potenzialità di autori e collaboratori che, troppo spesso un mondo culturale chiuso su se stesso, intento ad autoreferenziarsi, è pronto a fagocitare con lustrini e riflettori, a scapito del merito e della verità. I nostri collaboratori saranno persone affidabili unite dall’unico grande interesse per la conoscenza, quella non strillata.

Vogliamo fare una editoria che introduca nella cultura le nuove tendenze della ricerca in ogni campo, letterario, artistico, storico e sociale.

C i impegniamo a far emergere gli interessi profondi, che spesso vanno contro corrente, ma non per pura presa di posizione, ma solo per dedizione alla verità.

Forse allora, è proprio in questo essere “ piccoli editori” la forza del nostro pensiero, difficile da imbrigliare e che ogni volta ci permette di realizzare progetti unici,  pensati e fatti in collaborazione e sinergia con l’autore/azienda/partner.

 

Ricerca in ogni campo, letterario, artistico, storico e sociale…

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Di suo, di se stesso, l’editore ci mette l’amore

Giulio Einaudi parlava della sua “ missione editoriale” come volontà di “ volere ogni giorno sforzarsi di spostare il confine segnato dal paletto della conoscenza”. Valentino Bompiani diceva: “ I libri li scrive qualcuno che non è lui. Li stampa, normalmente, qualcuno che non è lui. Li vende un terzo che non è lui. Di suo, di se stesso, l’editore ci mette l’amore.” Oggi, se con massima umiltà, posso sperare di fare qualcosa che minimamente si avvicini al pensiero espresso e realizzato da questi due “ Editori ”, mi piacerebbe che questa avventura editoriale possa muoversi, nella direzione della Libertà e dell’ IMMAGINAZIONE.